• Plautus Festival 2022
  • IL PLAUTUS FESTIVAL

    Direttore Artistico: EDOARDO SIRAVO

    Dal 16 Luglio al 18 Agosto 2022

  • 6

    Agosto

  • Ora: 21:30
  • Luogo: Basilica di San Vicinio
  • Ingresso gratuito

STORIA DI UN GESU’ – Omaggio ai cento anni di Pier Paolo Pasolini

di Guido Barbieri

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presenta i solisti della

ORCHESTRA FILARMONICA VITTORIO CALAMANI

al flauto il

M° MASSIMO MERCELLI

e la voce recitante di

GUIDO BARBIERI

in

STORIA DI UN GESU’
Omaggio ai cento anni di Pier Paolo Pasolini

Testi di Guido Barbieri Fabiana Piersanti

Musiche di Bach, Nyman, Sollima

 

Questa è la storia di un Gesù che non è mai esistito, un Gesù di pietra, con gli occhi d’inchiostro e le sopracciglia nere, nato tra i Sassi di Matera e morto alla fine di un film. È la storia vera, in realtà, di Enrique Irazoqui, il giovane anarchico e sindacalista catalana che Pier Paolo Pasolini, per caso e poi per volontà, scelse per la parte del protagonista di uno dei suoi film più discussi e controversi: il Vangelo secondo Matteo, girato nel sud d’Italia tra il 1963 e il 1964.
Fu una coincidenza – o meglio una sincronia – a far incontrare Enrique e Pier Paolo a Roma, proprio mentre Pasolini stava cercando un volto, un corpo, uno sguardo per il Gesù che aveva in mente. E capì che proprio quel ragazzo di diciannove anni, padre basco e madre italiana di origini ebraiche, appena arrivato in Italia per raccogliere fondi a favore del sindacato universitario clandestino di Barcellona, era il suo Cristo ideale. “Ho trovato Gesù, Gesù è in casa mia” – disse Pasolini subito dopo averlo incontrato. Non era un attore, però, Enrique, e non lo sarebbe mai stato, anche se il suo volto appare, mai come protagonista, in una decina di film girati in Spagna e in Italia negli anni successivi. E infatti la sua esistenza ha seguito strade assai diverse. Privato del passaporto ed espulso dall’Università per aver partecipato – secondo il regime franchista – ad un film di “propaganda comunista”, riesce comunque nel 1969 a raggiungere Parigi, dove si laurea in Economia. E poi, grazie al sostegno di alcuni intellettuali italiani come Elsa Morante e Natalia Ginzburg, si trasferisce negli Stati Uniti dove studia e insegna letteratura spagnola in diverse università. Appassionato di scacchi, giocatore professionista, durante un torneo tra le nazionali di Francia e di Spagna riesce a sconfiggere, al termine di un incontro leggendario, Marcel Duchamp, anch’egli giocatore di alto livello. Negli anni Settanta inizia a sperimentare la tecnica di gioco contro un computer, ma deluso dalle prestazioni dei programmi allora esistenti, perfeziona un dispositivo che consente a due computer di giocare tra loro. Nella seconda metà della sua vita si ritira a
Cadaques, in Costa Brava, cittadina famosa per essere stata il buen retiro di Picasso, Dalì e Garcia Lorca, dove continua ad organizzare tornei di scacchi e a coltivare la sua passione profonda per la fotografia. Scompare nel settembre del 2020, a 76 anni di età. (Guido Barbieri)

GUIDO BARBIERI. Critico musicale del quotidiano La Repubblica, insegna Storia ed estetica della Musica al Conservatorio “Bruno Maderna” di Cesena. Da diversi decenni voce di Radio 3 si dedica principalmente, oggi, alla drammaturgia musicale. Ha scritto testi, libretti e reading per molti teatri in Italia e all’estero, in collaborazione con alcuni dei più noti artisti italiani: tra i compositori Riccardo Nova, Franghiz Ali Zadeh, Ennio Morricone, Adriano Guarnieri, Lucia Ronchetti, Silvia Colasanti, Luigi Ceccarelli, Mauro Cardi, Andrea Molino, Claudio Rastelli, Fabio Cifariello Ciardi, Paolo Marzocchi, Michele Tadini, tra i musicisti Mario Brunello, Andrea Lucchesini, Alessio Allegrini, Francesco Dillon, Francesco Senese, Luca Franzetti, Pietro Pirelli, Antonio Caggiano, tra i registi e attori Giorgio Barberio Corsetti, Elio De Capitani, Carlo Cecchi, Marco Paolini, Moni Ovadia, Toni Servillo, Mario Perrotta, Henning Brockhaus,
Alessio Pizzech, Clara Galante.
Molti i lavori dedicati alla “musica della realtà”: Portopalo. Nomi su tombe senza corpi, che racconta il naufragio di 286 migranti avvenuto a Portopalo nel 1996, Al Kamandjati, sulla storia del musicista palestinese Ramzi Aburedwan, Night Commuters sul fenomeno delle migrazioni notturne dei ragazzi ugandesi, Three Mile Island, sul più grave incidente nucleare accaduto negli Stati Uniti, lo spettacolo di teatro-danza Apriti ai nostri baci. Studio sul concetto di muro, Naufragio di terra, sul terremoto a L’Aquila, e più recentemente una trilogia di spettacoli realizzati insieme ai ragazzi delle scuole di Lampedusa: Le nuove vie dei canti, La battaglia di Cavallo Bianco e Una rosa appesa al cielo.
Molto sensibile al legame tra musica e Shoah, ha dedicato a questo tema numerosi lavori: La corda spezzata, un radiodramma sui musicisti di Terezin prodotto da Radio 3 e presentato al Prix Italia, l’adattamento di Badenheim 1939 di Aaron Appelfeld e de I Cannibali di George Tabori, Le imperdonabili, basato sui Diari di Etty Hillesum, Un violoncello nell’inferno di Terezin, Dove almeno troverò un po ’di pace, dedicato alla vicenda di Orlando Orlandi Posti, uno dei martiri delle Fosse Ardeatine, Il diario di Dora Klein, Alla fine del tempo dedicato alla “doppia vita” di Jean Le Boulaire, uno dei primi esecutori del Quatuor di Messiaen, e inoltre il libretto dell’opera Il viaggio di Roberto. Un treno verso Auschwitz, su musiche di Paolo Marzocchi.
Innumerevoli i reading di argomento musicale che hanno toccato le Variazioni Diabelli di Beethoven, l’Arte della Fuga, l’Offerta Musicale e la Ciaccona di J.S. Bach, Il Socrate di Satie, Il Barbiere di Siviglia di Rossini, Enoch Arden di R. Strauss, l’Histoire du soldat di Stravinskij, ecc. Numerosi infine i teatri e le istituzioni che hanno accolto i suoi lavori. Tra gli altri: il Palais des Beaux Arts di Bruxelles, la Konzerthus di Oslo, il Cultural Palace di Ramallah, l’Accademia Nazionale di S. Cecilia, il Maggio Musicale Fiorentino, il Teatro Massimo di Palermo, Il Teatro Pavarotti di Modena, Il Teatro Regio di Parma, il Teatro Comunale di Ferrara, Roma Europa Festival, Ravenna Festival, Università Roma 3, gli Amici della Musica di Firenze, la GOG di Genova, Arte Sella, la Tenuta dello Scompiglio, e molte altre.
Non trascura ovviamente il lavoro di ricerca e di divulgazione nel campo degli studi musicali: due volumi dedicati a Georg Friedrich Handel e al Le Nozze di Figaro di Mozart, un lungo saggio per L’Enciclopedia delle arti contemporanee curata da Achille Bonito Oliva, alcune voci per l’Enciclopedia Treccani, nonché alcuni volumi della “Grande Storia della Musica Classica” pubblicata dall’Editoriale “La Repubblica”.
Tuttora scrive saggi e tiene conferenze per le maggiori istituzioni musicali italiane e per molte case discografiche. Intensa, infine, l’attività nel campo dell’organizzazione musicale: ha fondato e diretto la rassegna “Contemporanea” della Fondazione Auditorium Parco della Musica di Roma, la “Human Rights Orchestra” e l’Associazione She Lives per la diffusione della musica contemporanea. Dopo aver diretto la Società Aquilana dei Concerti e il Teatro delle Muse di Ancona è attualmente direttore artistico della Società dei Concerti Guido Michelli di Ancona e membro della direzione artistica dell’Archivio Nazionale del Diario di Pieve S. Stefano. Nel 2009 ha ricevuto il Premio Feronia per la critica musicale.

MASSIMO MEECELLI è il flautista al mondo che vanta le più importanti dediche e collaborazioni con i maggiori compositori: hanno scritto per lui o ha eseguito le prime assolute di personalità del calibro di Penderecki, Gubaidulina, Glass, Nyman, Bacalov, Galliano, Morricone, Galliano, Sollima, Piovani.
Autodidatta e poi allievo dei celebri flautisti Maxence Larrieu ed André Jaunet, a diciannove anni diviene primo flauto al Teatro La Fenice di Venezia, vince il Premio Francesco Cilea, il Concorso Internazionale Giornate Musicali e due edizioni del Concorso Internazionale di Stresa.
Massimo suona regolarmente nelle maggiori sedi concertistiche del mondo: Carnegie Hall di New York, Herculessaal e Gasteig di Monaco, NCPA di Pechino, Teatro Colon di Buenos Aires, Concertgebouw di Amsterdam, Teatro alla Scala, Auditorium RAI di Torino, Victoria Hall di Ginevra, San Martin in the Fields e Wigmore Hall di Londra, Parco della Musica di Roma, Filarmonica di San Pietroburgo, Filarmonica di Varsavia, Čajkovskij Hall di Mosca, auditorium dell’ONU a New York, Grande Sala del Mozarteum di Salisburgo Filarmonica di Berlino e di Mosca e nei Festival di Ljubljana, Berlino, Santander, Vilnius, San Pietroburgo, Bonn, Festival Cervantino, Rheingau, Jerusalem, Warsaw, collaborando con artisti quali Yuri Bashmet, Valery Gergiev, Krzysztof Penderecki, Philip Glass, Michael Nyman, Massimo Quarta, Ennio Morricone, Luis Bacalov, Peter-Lukas Graf, Maxence Larrieu, Aurèle Nicolet, Anna Caterina Antonacci, Ramin Bahrami, Albrecht Mayer, Gabor Boldowsky, Jiri Belolhavec, Federico Mondelci, John Malkovich, Igudesman & Joo, Jan Latham-Koenig, Catherine Spaak, Susanna Mildonian, e con orchestre come i Moscow Soloists, i Wiener Symphoniker, i Solisti Veneti, i Cameristi della Scala, la Prague Philarmonia, la Filarmonica di San Pietroburgo, i Virtuosi Italiani, i Salzburg Soloists, la Moscow Chamber Orchestra, la Franz Liszt Chamber Orchestra, i Solisti Aquilani e  I Musici.
Tra le tappe più significative della sua carriera ricordiamo la prima esecuzione Façades di Philip Glass col compositore al pianoforte, la prima assoluta della cantata di Ennio Morricone Vuoto d’anima piena diretta dal compositore stesso, e alla Filarmonica di Varsavia al festival dedicato ai 75 anni di Krzysztof Penderecki; poi in Cina con Luis Bacalov all’Expo di Shanghai e la prima esecuzione mondiale del concerto n. 1 per flauto ed orchestra di Michael Nyman a lui dedicato.
Il concerto alla Čajkovskij Hall di Mosca sotto la direzione di Yuri Bashmet eseguendo “Contrafactus ” di Giovanni Sollima, anche esso a lui dedicato e quello al MusikVerein di Vienna e la prima mondiale del nuovo concerto a lui dedicato da Sofia Gubaidulina e la partecipazione al concerto di apertura del Festival per gli 80 anni di Krysztof Penderecki alla Filarmonica di Varsavia e al concerto dedicato all’Italia a Sochi durante le Olimpiadi.
A livello discografico ricordiamo il cd Massimo Mercelli performs Philip Glass con l’integrale della musica per flauto di Philip Glass edito da “Orange Mountain Record”, la casa discografica di Philip Glass, Bach Flute Sonatas con Ramin Bahrami per DECCA, poi ancora per DECCA il nuovo cd Bach SansSouci con Ramin Bahram, e su RAI5 una serie di 5 documentari a loro dedicati sulle sonate di Bach.
Ha recentemente eseguito in prima esecuzione Jade, concerto a lui dedicato da Richard Galliano al Festival di Izmir con la presenza sul palco del compositore.
Nel novembre 2018 è stato l’unico italiano invitato a partecipare al Festival per gli 85 anni di Krysztof Penderecki alla Filarmonica di Varsavia.
Nel 2019, per il suo compleanno, ha eseguito al Teatro alla Scala di Milano il Concerto n.2 di Michael Nyman, a lui dedicato e nel 2020, sempre al Teatro alla Scala, il Notturno Passacaglia di Ennio Morricone, anche esso a lui dedicato; nel 2021, al teatro degli Arcimboldi di Milano si è esibito a fianco di John Malkovich. Nel 2023 sarà solista con I Solisti Veneti nella prima esecuzione di 3 concerti per flauto e orchestra a lui dedicati composti dal premio oscar Nicola Piovani.

 

L’ORCHESTRA FILARMONICA VITTORIO CALAMANI ha fatto il suo debutto il 14 agosto 2019 sotto la guida del giovane e talentuoso direttore iraniano Maestro Hossein Pishkar con un meraviglioso concerto sinfonico realizzato in piazza XX Settembre a Configni. Questo evento, che ha visto eseguite la Sinfonia 89 di Haydn e la Sinfonia 4 di Schumann, ha rappresentato la fine della III edizione del Festival della Piana del Cavaliere e l’inizio dell’attività musicale e artistica dell’OFVC, registrando una presenza record di più di 400 persone e un successo di pubblico e di critica davvero degno di nota. L’orchestra nasce proprio sotto la spinta dell’Associazione Festival della Piana del Cavaliere che nel suo terzo anno di attività si è concentrata nella realizzazione di un progetto orchestrale.
L’Orchestra Filarmonica under35 si è formata tramite regolari audizioni tenutesi nel mese di maggio 2019 ed è composta da musicisti professionisti.
Lo scopo dell’orchestra, come quello del festival, è quello di tornare ad investire nella cultura e nella musica. L’attività dell’OFVC sebbene sia formata da giovani talenti non si classifica tra le orchestre giovanili ma piuttosto come una Filarmonica appieno. Vuole qualificarsi come portatrice di un contributo positivo al patrimonio culturale regionale ed italiano e farsi promotrice di una crescita sociale e culturale di cui il paese necessita. Tra gli obiettivi c’è senz’altro quello di dare l’opportunità a musicisti professionisti di perfezionarsi nell’ambito orchestrale e al tempo stesso di realizzarsi nell’ambito lavorativo. L’orchestra ha preso vita grazie al suo fondatore, l’Ing. Stefano Calamani che per primo, insieme alla sua società Aisico Srl e al direttore artistico Anna Leonardi, ha creduto fortemente in questo progetto.

 

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