• Plautus Festival 2022
  • IL PLAUTUS FESTIVAL

    Direttore Artistico: EDOARDO SIRAVO

    Dal 16 Luglio al 18 Agosto 2022

FALSTAFF E LE ALLEGRE COMARI DI WINDSOR

di William Shakespeare

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Spettacolo audiodescritto per il
pubblico non vedente e ipovedente


presentano

Edoardo Siravo

in

FALSTAFF E LE ALLEGRE COMARI DI WINDSOR

di WILLIAM SHAKESPEARE

versione e adattamento di Roberto Lerici

e con (in ordine alfabetico)

Francesca Bianco, Marco Bonetti, Fabrizio Bordignon, Gabriella Casali, Giuseppe Cattani, Beatrice Coppolino, Alessandro Laprovitera, Ruben Rigillo, Germano Rubbi, Susy Sergiacomo, Roberto Tesconi, Tonino Tosto

Musiche Francesco Verdinelli
Costumi
Annalisa Di Piero

Regia

Carlo Emilio Lerici

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Personaggi e interpreti (in ordine alfabetico)
Madama Quickly > Francesca Bianco
Roberto Sciapito > Marco Bonetti
Bardolfo / Fenton > Fabrizio Bordignon
Comare Ford > Gabriella Casali
Abramo Carente > Giuseppe Cattani
Anna Page > Beatrice Coppolino
Simplicio > Alessandro Laprovitera
Frank Ford > Ruben Rigillo
Don Ugo Evans > Germano Rubbi
Comare Page > Susy Sergiacomo
John Falstaff > Edoardo Siravo
Pistola / Dottor Caius > Roberto Tesconi
Mastro Page > Tonino Tosto

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Durata dello spettacolo: ___ minuti
Numero atti: __
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Lo spettacolo, realizzato dal Teatro Belli di Antonio Salines, in coproduzione con la compagnia Mauri Sturno, ha debuttato a fine aprile in Umbria grazie alla collaborazione di Magazzini Artistici e dell’Associazione Laura e Morando Morandini che si sono avvalse del supporto della Regione Umbria e della CARIT.

 

SINOSSI
La leggenda vuole che la Regina Elisabetta, conquistata dal personaggio di Falstaff visto nell’ENRICO IV e nell’ENRICO V, ordinò la stesura di una nuova commedia che lo vedesse protagonista assoluto. Shakespeare scrive quindi in quattordici giorni “Le Allegre Comari di Windsor”, una commedia dove inserisce il meglio del proprio repertorio: l’amore contrastato tra giovani, equivoci, scambi, travestimenti e beffe. Commedia condotta interamente dalle donne; donne che sarebbe giusto definire, in senso contemporaneo, “libere”, oltre che “allegre”; proprio perché libere di pensare e agire come le donne di oggi. Il personaggio di Sir John Falstaff diventerà il più amato della produzione comica shakespeariana ed entra, a pieno diritto, nella storia del teatro e nel cuore degli spettatori di tutti i tempi. Alla pari di Amleto.

NOTE DI REGIA
In questa versione del testo, che il grande drammaturgo Roberto Lerici curò nel 1988 per Mario Carotenuto, vedremo Falstaff interpretato da Edoardo Siravo, reduce dalla prima guerra mondiale, proiettato negli anni ’20. E lo vedremo riunire in se alcune delle pagine più belle del personaggio Falstaff presenti nelle due precedenti tragedie shakespeariane. Facendo acquisire al personaggio, accanto al lato dichiaratamente brillante, uno spessore, una profondità, un’umanità, che lo rende moderno e nostro contemporaneo. Un personaggio che riflette su un mondo comandato da un’idea di successo e bombardato da false notizie e false calunnie. Un’idea di mondo ancora drammaticamente attuale. Perché Falstaff oggi? Perché oggi, più che mai, ci sentiamo tutti presi in giro da qualcuno o da qualche entità. E Falstaff e la sua ‘armata Brancaleone’ rappresentano quello che noi siamo. Perché oggi è l’epoca dei “tutti gabbati“. E alla fine ‘Allegri’ sono gli spiriti, ma ‘Tristi’ i risultati. E Falstaff diventa così esempio di decadenza fisica e morale dell’uomo, visto come pagliaccio per il mondo. In un mondo che è già pagliaccio. Divertente come ‘Bisbetica domata’ e filosofico come ‘As you like it’, le ‘Allegre comari’ si colloca in un ‘mondo di mezzo’ che vuol far ridere delle nostre lacrime. Invitati giornalmente alla “cena delle beffe’’ l’uomo di oggi resta stritolato dal suo stesso meccanismo misto di vanità e interessi personali. Ma l’uomo per Shakespeare, fatto della stessa materia di sogni, contraddizioni che si assommano, utopie che svaniscono, si rassegna ma non muore. L’uomo esiste e resiste. E, nonostante tutto, resta al centro del Globo.

IL “TEATRO BELLI DI ANTONIO SALINES”
Da oltre 50 anni il “Teatro Belli di Antonio Salines” opera nell’ambito del teatro sia nazionale che internazionale attraverso la produzione e distribuzione di spettacoli, l’esercizio teatrale, la promozione di festival, rassegne ed eventi culturali. La notorietà e il prestigio di Antonio Salines, assieme all’esperienza acquisita in questi anni dalle persone che con lui animano costantemente il teatro “Belli”, sono un valore aggiunto di questa struttura che si avvale anche della collaborazione di artisti, esperti ed operatori, di chiara fama e che, negli anni, hanno portato le produzioni teatrali del ”Belli” a varcare i confini nazionali e continentali. Ed è proprio ricordando Antonio Salines, scomparso nel 2021, che tale progetto vuole caratterizzarsi: omaggiando il grande artista con questa produzione teatrale da lui diretta ed interpretata nel corso della sua lunghissima carriera. E non a caso la firma dell’adattamento è di Roberto Lerici, altra grande figura del teatro e della cultura italiana del ‘900, visto che proprio con Salines e il Teatro Belli ha legato una parte importante della sua prestigiosa carriera. Riproporre questo spettacolo con la partecipazione dell’amico fraterno di Antonio Salines, Edoardo Siravo, e con la direzione di Carlo Emilio Lerici, da sempre braccio destro del grande artista, nonché figlio del grande drammaturgo Roberto Lerici (di cui ricorrono nel 2022 i trent’anni della scomparsa) rappresenta un’operazione di “recupero della memoria teatrale” e, allo stesso tempo, il primo passo verso un festival, a cadenza annuale, intitolato a Salines, in cui gli spettacoli prodotti di anno in anno, possano ricordare l’immensa mole di lavoro di uno dei più grandi interpreti teatrali del ‘900. 

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