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AULULARIA

di Tito Maccio Plauto

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Spettacolo audiodescritto per il
pubblico non vedente e ipovedente


 

presentano

Ettore Bassi

in

AULULARIA

di Tito Maccio Plauto

adattamento di Cristiano Roccamo

con

Simone Vaio, Simone Cástano,
Fabrizio Careddu
, Ludovico Röhl

 

Regia

Cristiano Roccamo

Scene Matteo Soltanto
Costumi Gloria Fabbri
Musiche originali Sara Castiglia
Direttore organizzativo Riccardo Bartoletti
Direttore di scena Antonio Salerno
Organizzazione Valentina Santi

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Personaggi e interpreti
Euclione > Ettore Bassi
Megadoro > Simone Vaio
Liconide, Lare, Antrace > Simone Cástano
Eunomia, Strobilo > Fabrizio Careddu
Staffila, Congrione, Trottola > Ludovico Röhl

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Durata dello spettacolo: 75 minuti
Numero atti: uno
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TRAMA
Grazie alla benevolenza di Lare, il vecchio e avaro Euclione trova una pentola d’oro dalla quale non riesce più a separarsi per il timore che qualcuno gliela sottragga all’improvviso.
Il vecchio e ricco vicino di casa Megadoro, spinto dalla sorella, si decide a chiedere in sposa la figlia di Euclione, Fedria.
Nonostante il vecchio Euclione tema che Megadoro abbia scoperto dell’oro e gli faccia questa proposta per impossessarsene, il ricco vicino riesce, rinunciando alla dote della figlia, a convincere Euclione.
I due vecchi si accordano quindi per celebrare il matrimonio il giorno stesso.
A questo punto entra in scena Strobilo, il servo del nipote di Megadoro, Liconide, giovane che è segretamente innamorato di Fedria all’insaputa dello zio.
Infatti Euclione, timoroso che i servi giunti in casa per i preparativi delle nozze possano sottrargli la pentola, si decide a nascondere il prezioso oggetto, e sarà proprio Strobilo ad inseguirlo per derubarlo.
Liconide prende coraggio e si reca da Euclione per chiedere in sposa la figlia.
Il vecchio è troppo furioso per la perdita dell’oro e l’accordo non va in porto.
Allora Liconide disperato si rivolge al servo Strobilo che invece di consolarlo tenterà di vendere la pentola proprio al suo padrone in cambio della libertà, ma questi gli ordinerà di rendere la pentola al suo legittimo proprietario.
Sarà proprio questo gesto ad addolcire le intemperanze di Euclione che, felice di essersi ricongiunto con la propria ricchezza, acconsentirà al matrimonio tra Liconide e Fedria.

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NOTE DI REGIA

“Aulularia” è una delle commedie che più ha influenzato il teatro seicentesco ma anche il cinema moderno.
Vero è che “L’Avaro” di Molière è di fatto quasi una copia autentica dell’opera di Plauto e che a rifarsi all’ “Aulularia” è anche il film di Totò “47 morto che parla”. Questa commedia è stata raccontata anche in un fumetto di Topolino, e più precisamente nella storia “Zio Paperone e la pentola d’oro” dove i personaggi sono interpretati dai paperi Disney.
Teatro Europeo Plautino, compagnia teatrale specializzata nel teatro classico, porta in scena un’ “AULULARIA” come omaggio alla storia della commedia occidentale.
In Euclione, interpretato da Ettore Bassi, riconosceremo Shylock, Arpagone, Fazio od un qualsiasi avaro di un mondo antico.
Ambientato in un’epoca senza tempo, riscritto citando Shakespeare, Ariosto e Molière, si porteranno in scena i tipi fissi plautini che si muoveranno tra intrecci comici e sentimenti cinici e sarcastici tipici, non solo della commedia plautina, ma anche della moderna stand up comedy.
Lo spettacolo ci fa comprendere come Plauto sia ancora oggi di estrema attualità, nelle parole, nei temi, nei personaggi, ed in tutto ciò che lo spettatore “vive” nel leggere e nell’assistere alle opere plautine.

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“Aulularia” di Plauto è già andato in scena al Plautus festival nei seguenti anni:
•    1971: per la regia e con Tino Buazzelli
•    1984: per la regia di M. Cinque con Gianrico Tedeschi
•    1987: con la compagnia “Atecnici Teatro” di Varese
•    1994: con Arnoldo Foà, Orso Maria Guerrini e Gerardo Amato
•    2005: per la regia di Beppe Arena con Andrea Roncato e il “Laboratorio Teatrale”
•    2008: per la regia di Walter Manfrè con Stefano Masciarelli
•    2013: per la regia di Cristiano Roccamo con Camillo Grassi e Massimo Boncompagni
•    2017: con Edoardo Siravo
•    2018: per la regia di Cristiano Roccamo con il “Laboratorio Teatrale del Plautus Festival”
•    2020: per la regia di Cristiano Roccamo con Massimo Venturiello

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PLOT IN ENGLISH
Euclio, an old man, has found a pot full of money (the pot is called “aulula” in latin, from which the title Aulularia derives) buried in his house under the fireplace. After being initially surprised he starts to be possessive and he swears to himself that he will never tell anyone about the money, starting from his old slave Staphyla who he doesn’t trust. One day Megadorus, an old and rich friend of his, shows up to his house with the intention of asking to marry his daughter Phaedria. Euclio agrees but only as long as he doesn’t have to pay any dowry. What they both don’t know is that Phaedria got pregnant after the violence of Lyconides, the nephew of Megadorus. Of course Euclio doesn’t trust Megadorus and when he discovers that he sent some cooks to his house to prepare the meal for the wedding reception he becomes extremely angry and he chases them away with a stick. Thus, he decides to hide the pot in the temple of the goddess Fides but while he’s doing it he’s seen by the slave of Lyconides, Strobilus. Strobilus finds the pot and after a first failed attempt he manages to steal it and hide it in the home of Megadorus. After discovering that the pot has been stolen Euclio is in despair, meanwhile Lyconides arrives and he attempts to confess that he got Euclio’s daughter pregnant but, because of a series of misunderstandings, the old man ends up thinking Lyconides is actually the thief of his beloved pot. Once the misunderstanding is cleared Lyconides discovers that the real thief is Strobilus. Thus, the slave proposes to his master the solution to all of his problems: he will give the pot back to Euclio in exchange for being freed from his condition of slavery. In the end Euclio obtains his pot back but he decides to gift it to his daughter as a dowry and she is married to Lyconides

 

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